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Visualizzazione dei post da marzo, 2015

17. COME SE I GUAI NON FOSSERO GIA’ ABBASTANZA

Illustrazione di Alessia Tricarico E’ tutto bianco. Le pareti, il pavimento. I mobili. Il lampadario di perle. Le sedie. Le tende. Il tavolo, la lunga tovaglia, che sovrasta parte del pavimento. Le tazzine del caffè, i bicchieri, i piatti, le caraffe, i tovaglioli. Il caffè. I biscotti. Nella sala della prima colazione del Re, siamo noi gli unici ad indossare colori differenti. Sono stupito dal vedere che ci sono anche il Guardiano Principale e il Cappellano. C’è il Re, due sue guardie personali. E il principino. «Allora, ragazzo, ti sta dando del filo da torcere mio figlio?», mi chiede Lui sorridendo. Da quando in qua un re da più retta ad una guardia che a suo figlio? «Non gliene darei, se non mi seguisse 24 ore su 24», risponde Enock al mio posto. «Ancora non abbiamo trascorso 24 ore assieme, Maestà, aspetti a lamentarsi», gli dico, guardandolo mentre immerge un cornetto (bianco) nella sua tazza di succo d’arancia (credo, dato che è bianco, ma il pro...

Fino a che età bisogna curare il bambino interiore?

Assistiamo quotidianamente a notizie di crimini efferati commessi da persone insospettabili. Chi pugnala ripetutamente il coniuge, lo fa a pezzi e magari lo congela nel freezer in cantina, per poi essere descritto dai vicini di casa, dai colleghi di lavoro e dai parenti come una brava persona, riservata e “tranquilla”. Di qui parte la strumentalizzazione televisiva “del caso”, con tanto di analisi snocciolate da psicologi e criminologi di calibro internazionale. La psicologia è un’arte sopraffina, scruta, analizza e focalizza i meandri più nascosti della mente e dell’animo umano, fino a giungere al bambino interiore. La bruttura delle azioni commesse dal soggetto in questione sono dunque da imputare alle ferite che ha ricevuto quando era bambino, che sono state represse e non guarite. Sono il prodotto della sua estrazione sociale, dell’educazione dei suoi genitori e via dicendo. Questa “perizia” sulla psiche è la fantastica e inconfutabile tesi che porta molto, troppo spesso, un gi...

16. Colazione con il Re

Illustrazione di Alessia Tricarico Fuoco. Fuoco ovunque. Sono al centro di una stanza che va a fuoco. Mi guardo a destra, a sinistra, sono circondato. Ma non posso morire così. Sono giovane. Sudo freddo, malgrado il calore che mi increspa la pelle. Ho paura. Corro in quell’incendio, gridando tra le fiamme. E mi sveglio. L’unica cosa vera, è il sudore. Sono sudato fradicio. Non sono solito fare incubi. Sono nella mia nuova stanza, a piani e piani di distanza dal lettuccio in cui dormivo fino a ieri. E’ una camera tutta rossa, dalle tende alle coperte, al tappeto, agli armadi, alle pareti… Tutta rossa. L’orologio segna le ore 6:09.

Dio benedica tutti i papà!

15. NUOVO PIANO

Illustrazione di Alessia Tricarico E’ sera e sono in camera con Roy ed Emma e mostro il timbro del Cappellano. “Difensore Reale”. «Hanno inventato appositamente per te un incarico che prima non esisteva! E’ meglio di quanto potessimo desiderare!» esclama Roy, entusiasta. Roy è fifone quanto positivo nelle cose. Forse è per questo che spesso ha paura: vede possibilità sempre e comunque, e si sa, quando hai molte opportunità davanti, hai paura di bruciartele o di rimanere improvvisamente senza niente, di vedere i tuoi sogni infranti. Io non ho mai pensato davvero al mio futuro. Non so se si tratta della mia apatia nei confronti della vita o perché, come ho letto da qualche parte, sono uno di quelli che “vive alla giornata”. Ma è giusto, questo? E’ il modo migliore di vivere, quello di non pensare al domani e non avere sogni? Io non ho sogni. «Ma si tratta del Principe, non del Re», Emma vede sempre tutto nero. «Il ragazzino trascorre comun...

Elogio della donna virtuosa

Elogio della donna virtuosa Una donna virtuosa chi la troverà? Il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle. Il cuore di suo marito confida in lei, ed egli non mancherà mai di provviste. Lei gli fa del bene, e non del male, tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e lavora gioiosa con le proprie mani. È simile alle navi dei mercanti: fa venire il suo cibo da lontano. Si alza quando ancora è notte, distribuisce il cibo alla famiglia e il compito alle sue serve. Posa gli occhi sopra un campo e lo acquista; con il guadagno delle sue mani pianta una vigna. Si cinge di forza i fianchi e fa robuste le sue braccia. Sente che il suo lavoro rende bene; la sua lucerna non si spegne la notte. Mette la mano alla rocca e le sue dita maneggiano il fuso. Tende le palme al misero e porge le mani al bisognoso. Non teme la neve per la sua famiglia, perché tutta la sua famiglia è vestita di lana rossa. Si fa dei tappeti, ha vesti di lino finissimo e di porpora. Suo marito è ...

14. L’INCARICO

Illustrazione di Alessia Tricarico Si dice che il legame tra padre e figlio sia qualcosa di incisivo. Ho letto che se hai un buon rapporto con tuo padre, cresci sicuro di te, pronto ad affrontare il mondo e la paura. Al contrario, se con lui non si crea un legame “speciale”, d’amore e di protezione, non avrà una vera e propria identità e sarà difficile, per lui, arrancare nella vita da solo. Io non ho mai conosciuto la mia famiglia. A volte mi chiedo, se non avessi questa benedizione (e maledizione al tempo stesso), di non provare alcun sentimento, forse non sarei quello che sono, un soldato, un combattente. Nonostante la giovane età, ho già avuto a che fare con la vita e con la morte. A Kroatoan il Governatore non ha figli, ma ha un nipote designato come suo potenziale erede. Eppure credo che Month, suo nipote, lo veda proprio come un genitore. Lo teme e trema ad ogni suo ordine. Non li ho mai visti in atteggiamenti affettuosi, neppure quando era piccolo. Lo so ...

[VIDEO] Saverio Corsini - Presentazione Progetto Familia Onlus

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13. SVILUPPI INASPETTATI

Illustrazione di Alessia Tricarico Seguo le orme, che come mi hanno portato fin qui, mi riportano fuori. Entro dalla porta del retro del Palazzo, che è più vicina rispetto all’Infermeria, dove sto portando la ragazza. Ma non faccio in tempo a varcare la soglia, che due servitori che si trovavano nei paraggi ci vedono e vanno in tilt. Letteralmente. «Oddio, cosa è successo, cosa è successo!», esclamano tutti agitati, avvicinandosi a me e cercando di prendermi il ragazzo dalle spalle. «L’ho trovato giù nel pozzo del labirinto, è privo di sensi», rispondo, non riuscendo a capire. «Avvisate il Re!» grida uno di loro «Principe, principe! Riesce a sentirmi?» Eccolo. Il Piano. L’ho detto che a volte serve solo resistenza. Sono in Infermeria. Il “principe” si è appena risvegliato e si preme la borsa del ghiaccio sulla testa. Il principe. L’infermiera si è allontanata per prendere ago e filo, per ricucire la brutta ferita che si è fatto. ...