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Visualizzazione dei post da agosto, 2015

31. Hai trovato quello che stavi cercando?

Prima troviamo Roy, poi troviamo Corallo, poi troviamo il mezzo che ci rimaterializzerà nel “nostro mondo”. E’ passato un giorno intero e abbiamo girato il castello in lungo e in largo, ma nessuna traccia di ciò che stiamo cercando. Ci manca solo l’ultimo piano, ma è anche il piano delle stanze del Re, mi sembra strano che possano essere qui. La vita è una continua ricerca. Ma non si cerca sempre la stessa cosa, perché credo che ci sia anche un continuo “trovare”. Credete che non abbia mai provato a cercare i miei genitori? Di capire il motivo per il quale mi avessero abbandonato? Da piccolo li volevo accanto a me. Quando i tutori ci portavano a giocare al parco, io li vedevo. Vedevo queste mamme e questi papà occuparsi dei loro figlioletti. Sistemargli il maglioncino. Aprirgli il pacchetto di patatine. Soffiargli il naso. Abbracciarli. A 6 anni volevo dei genitori che mi abbracciassero. A 10, volevo dei genitori che mi...

CRISTIANI: UN NOME, UNA GARANZIA?

L’impotenza di fronte alle tragedie e alle vicissitudini quotidiane, la tristezza e la rassegnazione che ne derivano mi portano a fare una riflessione: siamo cristiani veri o abbiamo piuttosto usurpato e deturpato un titolo, svuotandolo del suo significato? Fu nella città di Antiochia, che per la prima volta i seguaci della via tracciata da Gesù furono chiamati cristiani. Ma come vivevano questi discepoli e cosa facevano di tanto singolare per essere identificati come “cristiani” = di Cristo? Non rispettavano di certo lo stile di vita dei cristiani odierni: disillusi, stanchi, privi di pietà e amore reciproco, dimenticando di essere immagine di Dio, che vuol renderli canali straordinari attraverso cui riversare il suo potere sovrannaturale per agire in favore di tutti coloro che lo invocano con fede. Ripercorrendo le orme dei cristiani di cui narrano gli Atti (i fatti e le azioni degli apostoli), vediamo uomini e donne franchi e coraggiosi che imitavano in tutto e per tutt...

30. GRIGIO

«Jensen!», grida. E mi abbraccia. Credo di non essere mai stato abbracciato nella mia vita. Insomma, da piccolo qualche adulto c’ha provato, ma io lo scostavo. E poi a Kroatoan non si usa manifestare…. Come chiamarlo, affetto? Gratitudine? Le emozioni tradotte in gesti. Sei felice, stai zitto. Sei triste, trattieni le lacrime. Niente applausi, niente smancerie o show. A maggior ragione, io che non provo sentimenti, non sono abituato a queste cose. Enock è stato da solo molto tempo. Rinchiuso. Avrà avuto paura. Cosa si fa in questi casi? Le sue braccette mi cingono il busto, la sua testa arriva al mio petto e mi sta inumidendo la maglietta con le sue guance rigate da vecchie e nuove lacrime. «Ci sono io, non sei più solo», riesco solo a dire e con una mano gli do un colpetto dietro la schiena. Per me è molto imbarazzante, tutto ciò. «Sapevo che saresti riuscito a trovarmi, ci riesci sempre», dice, staccandosi lenta...