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27. COME FARE

Illustrazione di Alessia Tricarico «E ora come ci muoviamo? Cosa facciamo?», domanda Emma con un tono sforzatamente moderato. «Troviamo il modo di far tornare visibili Roy, Enock e Corallo, quindi in un colpo solo risolviamo tutto il pasticcio», sospira il Guardiano. Bell’eufemismo definire “pasticcio” il compo di assassino, attentato, rapimento, possibile morte e compagnia bella. «Bene… Quindi, secondo la sua teoria, signor Guardiano, c’è un macchinario in grado di rendere la materia resa invisibile, in materia visibile, giusto?», cerco di capire cosa-dobbiamo-fare. «Ragazzo, prima di tutto», asserisce il vecchio, strofinandosi la punta della barba con l’indice e il pollice «non si tratta di una teoria, ma di un teorema. La prima è solo un’opotesi, non provata; il teorema, invece è una tesi empiricamente dimostrabile e dimostrata». Ok, mi sto perdendo. In scienze andavo bene, ma non seguo il filo del suo ragionamento. «Secondo di tutto», non sono sicuro si...

TATUAGGI E PIERCING, LA PAROLA DI DIO

Dio stava per introdurre il popolo di Israele nella Terra Promessa quando, tra le varie e significative direttive da consegnare come testamento in questa sorta di donazione, Egli avverte con fare perentorio: “Non vi farete incisioni, né tatuaggi…” (Levitico 19:28); “I sacerdoti non si faranno incisioni…” (Levitico 21:5); “Non adotterete i costumi – le usanze, la moda – delle nazioni che sto per cacciare davanti a voi, perché le ho prese in abominio!” (Levitico 20:23). In abominio, nel senso che Dio le odia e le detesta. Ma perché Dio è così inflessibile riguardo questa “forma d’arte”? La Bibbia dice che questa usanza pagana ha origini antichissime, radicate nella magia e nella stregoneria, sottolineando che queste pratiche si facevano principalmente in onore dei morti e del mondo spirituale occulto. ( 1 Re 18:28 ) In un confronto tra Elia e i profeti del dio pagano Baal (la figura divina più vicina a Satana), questi ultimi per ingraziarsi la sua presenza e i suoi fav...

26. ARMI DI DIVERSO… TIPO

Illustrazione di Alessia Tricarico «E’ scomparso. Nel nulla. Sarà…», non permetto ad Emma di terminare la frase. Roy non “sarà”… «Mi sembra troppo scontato da dire, ma credo che quello che è successo a Roy, sia successo ad Enock». Siamo ancora in questo seminterrato, con la porta della stanza “della sparizione misteriosa”spalancata, con gli occhi fissi sul bicchiere, come se potesse accadere qualcosa, da un momento all’altro. Emma sembra stordita. Non sa che fare. Beh, neppure io. Ma non andiamo da nessuna parte, se continuiamo a rimanere qui (nel vero significato della frase). Una decisione dev’esser presa. «Io credo… Che il Guardiano potrebbe aiutarci. Gli raccontiamo la verità e…» «La verità?!?!», mi interrompe Emma, sobbalzando come un’anguilla. «Non quella verità», sospiro roteando gli occhi verso l’alto «Ovviamente, mi riferivo al fatto che io e due servi senza una mansione specifica ci siamo messi a ficcanasare per le segrete ...

25. ACQUA

Illustrazione di Alessia Tricarico Non so esattamente cosa mi aspettassi di trovare. Sicuramente, non questo. Una stanza stretta, a malapena ci entriamo noi tre, tutta tonda, senza angoli e completamente tinteggiata di bianco. Malgrado le ragnatele e della polvere sulla maniglia della porta all’esterno, dentro sembra quasi tirato tutta a nuovo, quasi appena tinteggiato. Ma la vera cosa strana (seppur strana non è, è il contesto che la rende tale) è quel bicchiere d’acqua al centro della camera. Un bicchiere di vetro, lungo e stretto, con dell’acqua che sembra pulita. Mi guardo intorno. Sì, esattamente al centro di quel pavimento circolare. «Roy, prendilo», sgomita Emma. Roy l guarda accigliato, come per dire “Perché io?!”, ma si avvicina, si piega e afferra delicatamente il bicchiere, come se fosse una cosa preziosa o un’arma pericolosa, dipende dal punto di vista. La beve. Beh, non succede niente. «Boh, ragazzi, era acqua, ed era pure ...

24. I SOTTERRANEI

Non mi è chiaro se Corallo c’entri con la scomparsa di Enock. E’ vero che l’ultimo se n’è andato di sua spontanea volontà, ma se poi fosse stato trattenuto con la forza? Fatto sta che con Roy ed Emma, dopo averli aggiornati sulla mia conversazione col Re, decidiamo di addentrarci nelle cantine del castello, per guardare cosa c’è in quella stanza non numerata e senza nome che (però) appare sulla mappa. «Potevi chiederlo al Re, di che camera si tratta», borbotta Emma, mentre accende la sua fiaccola prima di cominciare a scendere la lunga scalinata che conduce ai piani sotterranei. «La piega dell’argomento che stavamo affrontando non lo permetteva», le rispondo. Non mi va di discutere su ogni cosa. Roy apre la fila, lo segue Emma e chiudo io il trio. La scalinata è troppo stretta e non permette che camminiamo uno accanto all’altro. Nelle battaglie, di solito ero io a condurre o io a chiudere. Comunemente si pensa che l’ultimo, quello che rimane “die...