giovedì 12 maggio 2016

L’euforia non entra nella valigia

Illustrazione di Alessia Tricarico
Il filosofo greco Seneca una volta disse: “Nessuno lontano dalla verità può dirsi felice”. E Gesù, il figlio di Dio, si può dire che confermò le sue parole: “Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa.”, Giovanni 15:11.
(Per capire il nesso di queste due frasi, bisogna partire da lontano. Quindi prendiamoci 5 minuti di curiosità).
 “Sono stressato”, “Ho bisogno di relax”, “Ho bisogno di una vacanza alla Maldive” sono tra le tre frasi che pronunciamo più spesso. La vita è frenetica, a volte ci portiamo perfino il lavoro a casa o siamo costretti a studiare anche nel week-end, per non parlare del motto “la casa non si pulisce da sola”, che forse non è un detto ufficiale, ma dovrebbe esserlo.
Allora ecco cosa noi esseri umani abbiamo creato per svagarci: l’intrattenimento. L’intrattenimento è tutto ciò con cui si riempie il tempo libero. Quindi cinema, discoteche, terme, feste, spettacoli e così via. Ci vogliamo solo divertire. In tutto ciò sicuramente non c’è niente di male. Peccato che sia solo un palliativo.
Quello che vogliamo, quando andiamo a ballare, a cantare al karaoke, quando gridiamo “Oggi voglio fare pazzie!” sono emozioni forti, intense. Ciò che stiamo cercando è l’euforia.
Euforia. L’etimologia non è male: εφορία, dal greco, “portare abbondanza”. Una sensazione di ottimismo, positività. Quello che proviamo andando ad un concerto, quello che vogliamo provare per stare bene, anche solo per una serata, una sola. Infatti è questo il problema dell’euforia, la durata. Esiste una fondamentale differenza tra le emozioni e i sentimenti. Le prime, le emozioni, sono molto intense, ma di breve durata; i sentimenti sono meno irruenti, ma di lunga durata. Ovviamente, l’euforia è un’emozione. Che tra l’altro, forse nasconde qualcosa di più… Perché, se ci pensiamo bene, a volte vedere un film o impiegare il tempo in qualsiasi attività ci passa per la testa è solo una scusa per fuggire da qualcosa che non ci piace. O da una vita che non ha preso la piega che ci aspettavamo.
Allora, come si può fare per essere sempre felici? O forse la domande è un’altra: si può essere sempre felici? Il problema è questo: noi cerchiamo l’euforia fuori, nelle cose, nelle persone, nelle situazioni. Forse non solo stiamo cercando nei posti sbagliati, ma anche la cosa sbagliata; infatti perché cercare un’emozione di breve durata, quando potremmo avere qualcosa, come la gioia, che dura di più? Fin quando dipenderemo dagli altri, da quello che ci succede intorno, non saremo mai padroni della nostra felicità.
Ma allora, come si fa? Innanzitutto, è bene capire cos’è la gioia. Gioia e “felicità” sono sinonimi e hanno lo stesso significato di euforia, cioè “abbondanza, prosperità”. E la differenza è che nasce da dentro, quindi non abbiamo bisogno di cercarla fuori. Se abbiamo la gioia dentro è perché Qualcuno ce l’ha messa nel cuore.
E qui ci ricolleghiamo alle due frasi con cui abbiamo cominciato questo articolo. Per avere una gioia completa e a tempo indeterminato, serve SOLO accettare di credere in Gesù e viverLo ogni giorno. Lui può darci tutto quello di cui abbiamo bisogno e non parlo di “cose materiali” (non solo di quelle), ma di qualcosa che duri più di un momento, che duri più di un paio d’ore. Un cambiamento dentro, così potente, così esplosivo, che non riesce ad essere contenuto solo all’interno del nostro cuore. Questo non significa che non avremo problemi nella vita, ma significa che ne avremo le soluzioni.
Seneca scriveva che se si sa la verità non si può non essere felici e in Giovanni 8:32 è altrettanto scritto: “Saprai la verità e la verità ti renderà libero”. E la verità chi è? Cos’è? E’ Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita.” (Giovanni 14:6).
L’euforia, in valigia, non entra: potremo anche scappare in Brazil o nel Burundi, ma se non abbiamo la gioia, che è fatta a misura del cuore che indossiamo, non saremo mai felici e Un Solo Nome è in grado di fornircela.
E’ un ragionamento più che logico, no?
Ora, per chi cerca l’euforia della sfida, questa è la vera sfida: pensare che basti credere in Gesù per vivere la vita in modo abbondante, gioioso, senza pesi sul cuore. Così, quando andremo al cinema, sarà solo perché il film è interpretato dal nostro attore preferito e non perché non siamo soddisfatti della nostra vita, che non è come “nei film”…
Perché accontentarsi di un momento di euforia, quando puoi vivere l’eternità della felicità?

Scritto da Valeria Quarto 

domenica 1 maggio 2016

1 MAGGIO - Dio benedica tutti i lavoratori



Voglio condividere con voi, celebrando questa giornata di festa in ricordo dei tanti lavoratori che hanno perso la vita, e di quelli che oggi lavorano puntualmente con impegno, dedizione e passione, quello che la Parola di Dio dichiara, un vero e proprio manifesto per operai ed imprenditori.

Nella lettera agli Efesini 6:5-9 " Operai, ubbidite ai vostri imprenditori, cercando di fare del vostro meglio, con premura e rispetto, come se serviste Cristo stesso. Non lavorate sodo soltanto quando il datore di lavoro vi guarda per poi battere la fiacca quando è lontano. Lavorate con impegno e serenamente tutto il giorno, come se lavoraste per Cristo, e non per gli uomini, facendo la volontà di Dio con tutto il vostro cuore. Ricordatevi, operai o liberi che siate, il Signore vi ripagherà per ogni buona azione che fate. E voi, imprenditori, fate altrettanto verso i vostri operai. Non maltrattateli e ricordatevi che voi stessi siete operai di Cristo, e in cielo avete lo stesso datore che hanno loro, un datore di vita che non fa differenze personali." (parafrasi dal testo La Bibbia BDG). 

La Bibbia ha oggi una risposta per il mondo del lavoro. C'è bisogno di rispetto, di onestà, di vivere un rapporto di lavoro con serenità. Non si deve sfruttare l'operaio o il collaboratore, né si deve lavorare rubando tempo e denaro all' imprenditore. Quindi la Parola di Dio ci dice che tutti, imprenditori ed operai, devono lavorare con integrità, onestà, servendosi l'un l'altro, con rispetto, in quanto Dio stesso vede quanto ci impegniamo (come un "boss in incognito") e Lui stesso saprà ricompensarci e promuoverci giustamente.

Il mio desiderio è che finalmente Dio possa avere il posto che merita nel campo del lavoro, guidare ogni scelta, dare saggezza e come gestire operai ed opere. Devono essere ristabiliti i principi ed i valori cristiani quali parametri di equità e di solidarietà, il riconoscimento delle qualità di chi collabora per il successo di un' azienda, ma anche la capacità di essere una leadership che sappia dirigere con lealtà, coraggio e pazienza persone che sposano una visione, un sogno nati nel cuore di dell' imprenditore. Buon lavoro a tutti e che Dio benedica tutti i lavoratori!


pastor Saverio Corsini